Escogito...Ergo Sum

Qualsiasi azione fisica o mentale dà segno e certezza della nostra esistenza. Io Cogito ed Escogito. Così ho avuto la consapevolezza della mia vita autentica.

Name:
Location: Roma, Roma, Italy

Friday, January 13, 2006

Berbera dentro


La malinconia di persone, colori, odori e suoni continua ad accompagnarmi tutti i giorni tutto il giorno.
Due settimane intense in cui ho vissuto sino in fondo tutto ciò che quella terra meravigliosa quale il Marocco mi ha offerto per la seconda volta ma come se fosse la prima.
Questa esperienza è stata diversa da quella estiva ma non per questo meno emozionante.
Forse più colorita viste le litigate che ho fatto con il mio amico alla fine delle quali concludevo dicendo che tanto era inutile parlare poichè si può rimediare a tutto ma quando si discute intorno a diversità culturali non ci si può capire mai sino in fondo.
Quello che vivevo giornalmente era un forte senso di libertà che qui in Italia è la normalità ma che li vivono come spregiudicatezza. L'autonomia e l'indipendenza della donna spiazza e confonde.
Con i miei tratti somatici tipicamente arabi seduta in un caffe sola tra tanti uomini ai loro occhi sembravo un extraterrestre.
LA decisone improvvisa di andare nel deserto da sola, senza una guida turistica, senza un amico, lì al confine con l'Algeria è poi stata la migliore decisione che potessi prendere.
Ore interminabili di viaggio verzo Zagora, incontrando il Rally e approdando finalmente ad un bivuac di Touareg ho passato giorni fantastici tra la setosa sabbia rossa a dorso del mio dromedario.
Avvolta in un verde turbante e camminando scalza seguivo la mia guida blu (Hassan) tra le dune, scalando vette non indifferenti e sentivo il mio cuore battere sempre più forte alla vista di spazi sterminati e in cui l'unico rumore che si sente è il vento che modifica ininterrottamente la forma di queste colline di sabbia.
Preparavamo il tè e davanti al fuoco passavamo la serata prima di andare a dormire in tenda.
Il cielo era poi ppieno di stelle. Così tante non solo non le avevo mai viste ma non potevo proprio immaginare di poterle vedere.
Io ignorante in geografia astronomica ho riconosciuto le principali costellazioni. Mi addormentavo guardando la Via Lattea mentre Hassan suonava e intonava canti berberi.
Nel deserto si cammina in silenzio e si osserva.
Sono stata accusata di pensare troppo e perciò sono stata invitata ad abbandonare i miei pensieri e lasciarmi andare di fronte quella vista che è causa di vertigine.
Oltre la tranquillità del deserto ho rivissuto felicemente il caos delle Medine e dei suk.
Sono tornata al mio primo vero amore: la contrattazione!
Ho fatto buoni affari, shisha berbera (quello che tutti voi conoscete come narghilè), ceramiche varie, anche se il migliore (un anello barattato con accendino e della nimesulide) l'ho perduto chissà dove.
I serpenti della piazza di marackech, la vita frenetica di Casablanca, il disordine di Meknes e la voce che dalle moschee invita alla preghiera, le lezioni di cucina (ma nn sono una brava studentessa), le ore trascorse negli hammam, prendere l'autobus con la rincorsa visto che gli autisti non hanno la benchè minima intenzione di fermarsi alle fermate, le porposte di matrimonio con equo scambio di cammelli hanno colorato questi 15 giorni.
Non so quando ma tornerò...poco ma sicuro.

0 Comments:

Post a Comment

<< Home