Reale e virtuale
Da un lato è evidente che i media modificano la realtà: i modi di vivere e le relazioni sociali, l'architettura e l'urbanistica, il linguaggio e l'educazione. Il villaggio globale si sta costruendo, anche se in forme diverse da quelle profetizzate da McLuhan.
Ma i media modificano anche il senso di realtà, cioè la nostra disposizione istintiva ad accettare qualche cosa come reale. I media hanno reso il confine tra realtà e non-realtà molto più sottile e facilmente attraversabile. La scrittura non si limita a registrare la realtà: la genera. La fiction è sempre più realistica, le informazioni sono sempre più epiche.
E ancora, i media arrivano a modificare anche il concetto di realtà, cioè le operazioni consapevoli con cui controlliamo l'esistenza di qualcosa, generando un nuovo spazio virtuale che non possiede le caratteristiche "standard" dello spazio reale, eppure a suo modo è altrettanto reale.
Uno spazio in cui è possibile muoversi, comunicare, interagire con altri, senza lasciare la propria stanza. È un preludio ai futuri modi di vita della Galassia Von Neumann.
Ma se questa rivoluzione virtuale ci sembra oggi lontana e fantascientifica, è perché non guardiamo con sufficiente attenzione alle pratiche comuni di comunicazione e di fissazione della conoscenza, che sono già ora un intreccio di modi diversi di realtà, o di virtualità. La scrittura elettronica, sia nella sua modalità privata di videoscrittura, sia in quella collettiva di collegamento telematico, o ancora nella sua nuova forma generale di ipertesto, costituisce un universo virtuale ormai parallelo a quello reale della scrittura tradizionale, con leggi e regole anche molto lontane da quello.
Ma i media modificano anche il senso di realtà, cioè la nostra disposizione istintiva ad accettare qualche cosa come reale. I media hanno reso il confine tra realtà e non-realtà molto più sottile e facilmente attraversabile. La scrittura non si limita a registrare la realtà: la genera. La fiction è sempre più realistica, le informazioni sono sempre più epiche.
E ancora, i media arrivano a modificare anche il concetto di realtà, cioè le operazioni consapevoli con cui controlliamo l'esistenza di qualcosa, generando un nuovo spazio virtuale che non possiede le caratteristiche "standard" dello spazio reale, eppure a suo modo è altrettanto reale.
Uno spazio in cui è possibile muoversi, comunicare, interagire con altri, senza lasciare la propria stanza. È un preludio ai futuri modi di vita della Galassia Von Neumann.
Ma se questa rivoluzione virtuale ci sembra oggi lontana e fantascientifica, è perché non guardiamo con sufficiente attenzione alle pratiche comuni di comunicazione e di fissazione della conoscenza, che sono già ora un intreccio di modi diversi di realtà, o di virtualità. La scrittura elettronica, sia nella sua modalità privata di videoscrittura, sia in quella collettiva di collegamento telematico, o ancora nella sua nuova forma generale di ipertesto, costituisce un universo virtuale ormai parallelo a quello reale della scrittura tradizionale, con leggi e regole anche molto lontane da quello.

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