Cara Sardina è tutto troppo difficile da descrivere
Questo lo scrivo in esplicitamente per la mia Sardina ma è bene che sia pubblico.
In realtà queste tre lunghe, lunghissime settimane mi hanno lasciato molto più di quanto potessi immaginare ma scriverne e parlarne è troppo difficile perchè quello che ho conosicuto è talmente tanto distante dal nostro canonico modo di vivere e vedere la vita che per chi non ha passato quei momenti coin me sarebbe, forse, altrettanto difficile comprendere.
Tre settimane lunghe perchè intense e mai noiose.
Tre setimane durante le quali non ho solo scoperto una terra speciale, allo stesso tempo colorata e rumorosa, caotica e divertente, ma durante le quali ho conosciuto e ho vissuto la vita quotidiana come una di loro, l'ho capita, mi sono adattata al punto da immedesimarmi e scoprirmi (forse le mie origini arabo-siciliane ne sono la ciusa) molto affine a loro.
Quello che penso in questi giorni è ciò che ho visto negli occhi dei ragazzi che ho conosciuto: occhi brillanti, limpidi e innocenti che esprimevano sincerità.
Si per la prima volta guardando negli occhi di qualcuno ho potuto leggere anzi sentire che stava dicendo la verità.
Stare lì, vivere con loro, adattarmi alle mangiate con mani e nello stesso piatto, dormire su dei materassini sottilissimi, i bagni alla turca, sostanzialmente andare indietro nel tempo (perchè da un bel pò di punti di vista stanno molto molto indietro rispetto l'occidente) mi ha fatto apprezzare la semplicità della vita, mi ha fatto comprendere che è possibile vivere bene con poco, che è molto più bello condividere esperienze, momenti ma anche cose con gli altri piuttosto che vivere tutto egoisticamente, che sorridere anche ai momenti peggiori aiuta per una serena e proficua risalita.
Di sicuro il mio spirito di partenza era propositivo e positivo, avevo bisogno di allontanarmi da tutto e da tutti, vivere senza pressioni, vivere la mia autononia ed indipendenza come ormai da mesi non riuscivo più a fare.
Adesso è vero che mi sono reimmersa nella mia solita vita ma è pure vero che la mia testa continua a viaggiare verso quelle mete che mi sembrano già tanto lontane ma che continuano a essere vive e limpide.
So di non riuscire a esprimere tutto quello che vorrei ma non sono riuscita a farlo neanche a voce.
Forse quello che ho vissuito è stato (senza accorgermene) per me talmente tanto intimo da risultare ostico parlarne..
non posso o forse non voglio..
Come al solito vivo di ricordi e questi mi accompagneranno sempre e sicuramente illumineranno il mio eprocrso di crescita.
In realtà queste tre lunghe, lunghissime settimane mi hanno lasciato molto più di quanto potessi immaginare ma scriverne e parlarne è troppo difficile perchè quello che ho conosicuto è talmente tanto distante dal nostro canonico modo di vivere e vedere la vita che per chi non ha passato quei momenti coin me sarebbe, forse, altrettanto difficile comprendere.
Tre settimane lunghe perchè intense e mai noiose.
Tre setimane durante le quali non ho solo scoperto una terra speciale, allo stesso tempo colorata e rumorosa, caotica e divertente, ma durante le quali ho conosciuto e ho vissuto la vita quotidiana come una di loro, l'ho capita, mi sono adattata al punto da immedesimarmi e scoprirmi (forse le mie origini arabo-siciliane ne sono la ciusa) molto affine a loro.
Quello che penso in questi giorni è ciò che ho visto negli occhi dei ragazzi che ho conosciuto: occhi brillanti, limpidi e innocenti che esprimevano sincerità.
Si per la prima volta guardando negli occhi di qualcuno ho potuto leggere anzi sentire che stava dicendo la verità.
Stare lì, vivere con loro, adattarmi alle mangiate con mani e nello stesso piatto, dormire su dei materassini sottilissimi, i bagni alla turca, sostanzialmente andare indietro nel tempo (perchè da un bel pò di punti di vista stanno molto molto indietro rispetto l'occidente) mi ha fatto apprezzare la semplicità della vita, mi ha fatto comprendere che è possibile vivere bene con poco, che è molto più bello condividere esperienze, momenti ma anche cose con gli altri piuttosto che vivere tutto egoisticamente, che sorridere anche ai momenti peggiori aiuta per una serena e proficua risalita.
Di sicuro il mio spirito di partenza era propositivo e positivo, avevo bisogno di allontanarmi da tutto e da tutti, vivere senza pressioni, vivere la mia autononia ed indipendenza come ormai da mesi non riuscivo più a fare.
Adesso è vero che mi sono reimmersa nella mia solita vita ma è pure vero che la mia testa continua a viaggiare verso quelle mete che mi sembrano già tanto lontane ma che continuano a essere vive e limpide.
So di non riuscire a esprimere tutto quello che vorrei ma non sono riuscita a farlo neanche a voce.
Forse quello che ho vissuito è stato (senza accorgermene) per me talmente tanto intimo da risultare ostico parlarne..
non posso o forse non voglio..
Come al solito vivo di ricordi e questi mi accompagneranno sempre e sicuramente illumineranno il mio eprocrso di crescita.

2 Comments:
Era questo Giulia che volevo leggere, perdonami se egoisticamente ho voluto "rubarti" queste cose che forse vuoi tenere per te. Nella mia mente idealista e sognatrice c'è sempre la speranza che attraverso la con-divisione possa accadere anche a noi occidentali quello che hai vissuto, anche se viviamo "più avanti" (bisogna sempre relativizzare questo criterio). Nella mia testa dura sarda c'è sempre un tendere verso gli sguardi non ancora inghiottiti dal traffico, dai documenti, dalle scadenze (Dio quanto le odio le scadenze!)...Quei cinque minuti, anche solo cinque, in cui è ancora possibile sorridere di fronte ai problemi, come mi raccontava spesso il mio ex ragazzo di origini capoverdiane: "La gente ha pochi soldi, magari si cammina scalzi, le famiglie sono numerose e qualcuno ha fame, ma la sera si balla sempre, si sorride e si balla!". Ammiro il tuo coraggio, spinto a galla da un bisogno, nel vivere una realtà così diversa dalla nostra. Spero che tu non tenga sempre e solo dentro di te quelloc he hai vissuto, non tutto almeno...Porta una parte fuori, mostrala a questo occidente, così che la stessa voglia (e forse un giorno anche lo stesso bisogno che sospinge quel coraggio) venga a noi. Grazie infinite per quello che hai scritto e ci hai donato, sai che ti stimo profondamente. Un bacioneeeeeeee
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